Calze, calzini, pedalini

Testo dell’episodio:

Buongiorno, e buon mercoledì!

La temperatura non si è ancora alzata, quindi parliamo ancora di un oggetto piacevole da indossare, in questi giorni: i calzini.

Questa parola probabilmente deriva dal latino calx, che descrive il tallone.

Dalla parola madre sono derivate sia le “calze” (quelle tipicamente femminili, di seta o di nylon, lunghe fino alla coscia e sostenute da un reggicalze oppure “autoreggenti”), sia i calzini, che quasi sempre sono fatti di cotone o di lana.

I calzini in genere arrivano fino alla caviglia (quelli più piccoli sono chiamati “fantasmini”, perchè quando si indossano con le scarpe… scompaiono, non sono più visibili all’esterno); la versione più lunga, che sale su fino al ginocchio, viene chiamata “calzettoni”.

In alcune regioni, però, al posto di “calzini” si parla di “pedalini”. Non c’è alcuna differenza, se non forse nell’origine (i “pedalini” si legano, come si intuisce, alla parola “pedale”, che in alcune forme dialettali significa “piede”).

Questa parola è la protagonista di due modi di dire molto usati.
Il primo è “ridurre qualcuno come un pedalino”, che significa picchiare una persona fino a fargli molto male. Ad esempio, si può dire che “c’è stata una rissa, e i cattivi hanno ridotto il loro nemico come un pedalino, tanto che è dovuto andare all’ospedale”.

Il secondo è “rivoltare qualcuno come un pedalino”, che significa trattare qualcuno con durezza, o fargli fare una brutta figura.
Ad esempio: “Alessandro è tornato a casa molto tardi, ieri sera. Sua moglie lo aspettava alzata, arrabbiatissima, e quando è arrivato lo ha rivoltato come un pedalino!”.


One comment on “Calze, calzini, pedalini”

  1. Henning Galmar ha detto:

    Credo che anche “calcio” derivi da “calx”. Cosa ne pensi?

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