A bizzeffe

Testo dell’episodio:

Ciao! Bentornati all’appuntamento del mercoledì con i modi di dire.

Ormai la primavera è arrivata, e di fiori, nei prati, ce ne sono a bizzeffe, ossia proprio tanti. Però, cosa significa “bizzeffe”?

Come al solito, l’origine non è sicura. Ci sono almeno due teorie contrastanti intorno a questa parola.

La prima va indietro al mondo latino: a volte, gli alti magistrati romani scrivevano “fiat fiat” davanti alle commissioni più importanti (ossia, “si faccia, si faccia!” – ma ora diremmo “è da fare, e anche velocemente!”).
Spesso, questa doppia parola veniva abbreviata con F F, ossia con “bis effe”.
Alcuni studiosi aggiungono che, secondo loro, quelle “commissioni importanti” erano richieste di grazia, e quella doppia effe significasse “grazia senza limitazioni”.
Avere una grazia a “bis effe”, quindi, significava avere una grazia piena, ricca, completa.

La seconda teoria, invece, ricerca l’origine di bizzeffe nel mondo arabo, e in particolare in Algeria. Lì, infatti, “molto” si dice proprio “bizzef” (o “bizzaf” in altre aree).

E’ curioso notare che questa espressione generalmente si usa in un contesto positivo; si parla infatti, ad esempio, di “avere amici a bizzeffe” mentre non si dice spesso (anche se non è vietato!) “avere guai a bizzeffe”.


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